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Gravel biking around Regional Park Boschi di Carrega offers varied terrain characterized by rolling hills, extensive woodlands, and open meadows. The park, established in 1982, provides a network of well-maintained paths suitable for gravel cyclists seeking car-free routes. Small streams and artificial lakes are interspersed throughout the forested areas, contributing to the diverse landscape. This region provides a tranquil setting for outdoor activities, with routes ranging from easy to challenging.
Last updated: July 13, 2026
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21.9km
01:12
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Easy gravel ride. Great for any fitness level. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.
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98.8km
08:27
1,870m
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Hard gravel ride. Very good fitness required. You may need to push your bike for some segments of this route.

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43.3km
02:41
510m
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Hard gravel ride. Very good fitness required. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.
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54.3km
03:47
920m
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Hard gravel ride. Very good fitness required. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.
3.5
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riders
34.1km
02:18
450m
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Hard gravel ride. Very good fitness required. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.
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The Boschi di Carrega Regional Nature Park was established in 1982 as the first regional park in Emilia-Romagna. It is located in the province of Parma, extending for about 1270 hectares on the river terraces between the Taro river and the Baganza stream, in the municipal territories of Collecchio, Sala Baganza and Fornovo di Taro. This green lung protects a hilly area of immense naturalistic, historical and cultural value, famous for its ducal atmospheres and elegant landscapes.
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The Boschi di Carrega Regional Park was established in 1982 as the first regional park in Emilia-Romagna. It is located in the province of Parma, extending for about 1270 hectares on the river terraces between the Taro river and the Baganza stream, in the municipal territories of Collecchio, Sala Baganza and Fornovo di Taro. This green lung protects a hilly area of immense naturalistic, historical and cultural value, famous for its ducal atmospheres and its elegant landscapes.
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avoid after rain, clay ground
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A well-maintained dirt road overlooking the Parma Valley. Very pleasant for both walking and cycling.
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La corte di Giarola è una corte rurale medievale dotata di chiesa interna, situata nell'omonima località presso Pontescodogna, frazione di Collecchio, in provincia di Parma; costituisce la sede dell'Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, del museo del pomodoro, del museo della pasta, del Teatro alla Corte, del centro visite "Sotto il segno dell'acqua", di due sale convegni e di un ristorante.[1][2] È il punto di partenza per semplici camminate nel Parco del Taro. STORIA: La corte fu costruita originariamente tra l'VIII e il IX secolo per volere della casata di Ingo, nobile franco; l'edificio nacque quale presidio fortificato a controllo del vicino guado di un ramo della via Francigena attraverso il fiume Taro; a causa della sua prossimità al corso d'acqua, la località era conosciuta col nome di Glarola, forse di origine latina, in riferimento alla grande quantità di ghiaia depositata sulle sponde. La più antica testimonianza della sua esistenza risale al 1034, quando Glariola fu citata in un rogito di compravendita di terreni da parte di Alberto Prete a Giovanni di Viarolo. I discendenti di Ingo, feudatari della zona,nel 1045 donarono il castrum con la sua cappella romanica alla badessa Imila del monastero di San Paolo di Parma. L'anno seguente il vescovo Cadalo cedette alcune terre in castro clariolae alle monache. Nei decenni seguenti le religiose trasformarono la struttura in una corte agricola indipendente,[4][5] protetta da mura e dotata di abitazioni, stalle, caseificio e mulino alimentato dalle acque del canale Naviglio; le boscose e paludose terre circostanti furono bonificate e coltivate. Nel 1187 il papa Gregorio VIII emanò una bolla confermando alla badessa di San Paolo i diritti sull'Ecclesiam Sancti Nicomedi de Glarola, oltre a numerose altre del Parmense. A difesa dell'edificio e del guado il vescovo di Parma fece inoltre erigere una torre difensiva, che si aggiunse ai vicini castelli di Collecchio, Segalara, Madregolo e Carona. Nel 1308 i Rossi e i Lupi, dopo la loro cacciata da Parma, presero possesso della struttura fortificata di Giarola, che pochi mesi dopo fu contrattaccata dalle truppe di Giberto III da Correggio e distrutta al termine di un aspro combattimento; sopravvissero solo la corte agricola e la cappella. Nel 1440 ogni residua struttura fortificata fu completamente demolita o trasformata in abitazioni. Nel 1451 la corte ospitò durante il suo viaggio il duca di Milano Francesco Sforza,mentre nel 1495 vi si accamparono, in vista della battaglia di Fornovo, le truppe di Ludovico il Moro. Secondo il Catasto farnesiano del 1562, la corte, dipendente dalla magistratura di Parma e abitata da 110 persone, gestiva un territorio di 1140 biolche parmigiane, corrispondenti a circa 342 ettari, appartenenti in gran parte al monastero di San Paolo; le coltivazioni si estendevano in particolare nella pianura occidentale, in quanto all'epoca il fiume Taro scorreva molto più a ovest. Nel 1760 la chiesa romanica fu modificata in stile neoclassico. Dopo la conquista napoleonica del ducato di Parma e Piacenza, la corte rimase per alcuni anni soggetta direttamente al Comune (o mairie) di Parma, ma nel 1806 fu aggregata a quello di Collecchio. In seguito alla soppressione degli ordini religiosi che colpì anche le benedettine del monastero di San Paolo, nel 1811 la tenuta fu confiscata dal governo francese e affittata a imprenditori agricoli, primi tra tutti i conti Camillo e Alessandro Zileri. Gli abitanti della struttura raggiunsero la quota di 312 nel 1855, per calare un po' alla volta nei decenni seguenti. Le terre furono lottizzate e alienate a privati, mentre la corte fu acquistata alla fine del XIX secolo dalla famiglia Montagna, che dedicò parte dei terreni circostanti alla coltivazione di pomodori e costruì in adiacenza una fabbrica di conserva e un moderno caseificio con annesso allevamento di suini, affittati a conduttori esterni. Durante la seconda guerra mondiale, il 17 aprile 1945 la corte fu colpita dai bombardamenti alleati, che causarono la morte di nove persone[14] e il parziale crollo della chiesa di San Nicomede, di cui rimasero in piedi soltanto alcune porzioni delle murature esterne; il luogo di culto fu ricostruito nel 1950 nelle originarie forme romaniche. La fabbrica conserviera fu alienata nel 1957 all'imprenditore Ercole Azzali; pochi anni dopo fu però chiusa, mentre il caseificio sopravvisse ancora per qualche tempo. Dopo la cessazione dell'attività, il degrado aumentò, finché nel 1998 la corte e le strutture annesse furono acquistate dall'Ente Parco Fluviale Regionale del Taro, poi Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, che ne avviò i lavori di ristrutturazione, adibendo parte dell'edificio a propria sede; nell'ala est furono inoltre ricavati un percorso espositivo e una sala auditorium. Nel 2005 fu recuperata la casa colonica esterna, destinata a Laboratorio storico. Nel 2006, su finanziamento della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Collecchio e della Fondazione Cariparma, l'ala sud, originariamente adibita a legnaia e deposito, fu trasformata in sala teatrale; il Teatro alla Corte fu inaugurato nel settembre del 2007; nello stesso anno furono avviati i lavori di sistemazione dell'ala ovest, ove all'interno delle antiche stalle trovò spazio nel 2010 il Museo del pomodoro. Nel 2013 il cantiere dell'ala ovest fu completato recuperando anche l'antico pastificio e il mulino; l'anno seguente gli ambienti divennero la sede del Museo della pasta. Nel 2014 fu inoltre ricostruito il tetto della chiesa di San Nicomede,sede parrocchiale a servizio della frazione di Pontescodogna. Nel 2019 fu ristrutturato l'antico caseificio posto nell'ala nord ovest, al cui interno nel novembre dello stesso anno fu inaugurato l'Agrilab Giarola, un laboratorio di cucina per promuovere la biodiversità agroalimentare, i prodotti del territorio e la loro stagionalità. FONTE ed altre b notizie: https://it.wikipedia.org/wiki/Corte_di_Giarola
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There are over 40 traffic-free gravel bike trails in Regional Park Boschi di Carrega, offering a wide range of options for different skill levels. You'll find everything from easy, short rides to more challenging, longer routes.
The Regional Park Boschi di Carrega is beautiful for gravel biking in all seasons. Spring offers abundant blooms and lush greenery, while autumn transforms the landscape with vibrant colors. Even in summer, many routes are shaded by the extensive woodlands, making for pleasant rides. Winter can also be enjoyable, though some paths might be muddy after rain or snow.
Yes, the park's relatively flat terrain and well-maintained paths make it suitable for families. Many sections of the Ciclovia dei Boschi di Carrega are gentle and shaded, perfect for a relaxed ride with children. Look for routes marked as 'easy' on komoot for the most family-friendly options.
The park boasts diverse natural beauty. You'll cycle through extensive woodlands, including the unique centuries-old 'Beechwood of Maria Amalia' and native hardwood forests. The trails often pass by small streams and artificial lakes such as Lake of Switzerland, Lago della Vigna, and Lago della Grotta. Keep an eye out for wildlife like roe deer, badgers, and various bird species.
Absolutely! The park is rich in history. You can visit the elegant neoclassical Casino dei Boschi di Carrega, once a hunting reserve for noble families. The Casinetto, part of the complex, now houses exhibitions. The Pieve di Talignano, a Romanesque church, is another cultural point of interest nearby. Many routes, like the Belvedere Marcello – Castello di Torrechiara loop from Sala Baganza, incorporate historical sights.
The park offers several parking options, often near visitor centers or main entrances. For example, there are equipped picnic areas at the Casinetto Visitor Center and the Levati Center, which typically have parking facilities. It's advisable to check specific route starting points for the most convenient parking.
While the park is generally dog-friendly, it's important to keep your dog on a leash, especially given the abundant wildlife like roe deer. Always ensure you clean up after your pet to maintain the park's natural beauty for everyone.
Yes, the towns bordering the park, such as Collecchio and Sala Baganza, offer various cafes, restaurants, and accommodation options where you can refuel after your ride. Within the park itself, equipped picnic areas provide spots for a packed lunch.
The trails vary in difficulty. While many are relatively flat and easy, suitable for beginners, there are also more challenging routes with moderate elevation changes. For instance, the Gravel ride between the Taro and Enza rivers is considered difficult due to its length and elevation. You can filter routes on komoot by difficulty to find one that matches your skill level.
The area is highly rated by the komoot community, with an average score of 4.3 stars. Reviewers often praise the tranquility of the traffic-free routes, the beauty of the diverse woodlands, and the opportunity to explore historical sites like the Casino dei Boschi di Carrega. The well-maintained paths and varied scenery are frequently highlighted as key attractions.
Yes, the park offers connections to broader cycling networks. For example, there's a long bike ride that links the park to the Taro Park Cycle Path, expanding your cycling opportunities beyond the immediate park boundaries. Routes like the Torrechiara Castle – Val Baganza Bridge loop from Collecchio offer significant distances for those looking for an extended adventure.


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