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Gravel biking around Parco Fluviale Regionale del Taro offers routes through a dynamic riverine environment along the Taro River. The terrain features expansive gravel banks, sand islets, humid zones, wooded areas, and cultivated fields. This landscape provides a mix of surfaces suitable for gravel bikes, from natural trails to dirt roads. The park's elevation changes are generally gentle, with some routes incorporating hills.
Last updated: July 12, 2026
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82.3km
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Hard gravel ride. Very good fitness required. You may need to push your bike for some segments of this route.
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29.2km
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Moderate gravel ride. Good fitness required. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.

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57.3km
04:43
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Hard gravel ride. Very good fitness required. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.
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43.3km
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Hard gravel ride. Very good fitness required. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.
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54.3km
03:47
920m
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Hard gravel ride. Very good fitness required. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.
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The Boschi di Carrega Regional Nature Park was established in 1982 as the first regional park in Emilia-Romagna. It is located in the province of Parma, extending for about 1270 hectares on the river terraces between the Taro river and the Baganza stream, in the municipal territories of Collecchio, Sala Baganza and Fornovo di Taro. This green lung protects a hilly area of immense naturalistic, historical and cultural value, famous for its ducal atmospheres and elegant landscapes.
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The Boschi di Carrega Regional Park was established in 1982 as the first regional park in Emilia-Romagna. It is located in the province of Parma, extending for about 1270 hectares on the river terraces between the Taro river and the Baganza stream, in the municipal territories of Collecchio, Sala Baganza and Fornovo di Taro. This green lung protects a hilly area of immense naturalistic, historical and cultural value, famous for its ducal atmospheres and its elegant landscapes.
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avoid after rain, clay ground
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La corte di Giarola è una corte rurale medievale dotata di chiesa interna, situata nell'omonima località presso Pontescodogna, frazione di Collecchio, in provincia di Parma; costituisce la sede dell'Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, del museo del pomodoro, del museo della pasta, del Teatro alla Corte, del centro visite "Sotto il segno dell'acqua", di due sale convegni e di un ristorante.[1][2] È il punto di partenza per semplici camminate nel Parco del Taro. STORIA: La corte fu costruita originariamente tra l'VIII e il IX secolo per volere della casata di Ingo, nobile franco; l'edificio nacque quale presidio fortificato a controllo del vicino guado di un ramo della via Francigena attraverso il fiume Taro; a causa della sua prossimità al corso d'acqua, la località era conosciuta col nome di Glarola, forse di origine latina, in riferimento alla grande quantità di ghiaia depositata sulle sponde. La più antica testimonianza della sua esistenza risale al 1034, quando Glariola fu citata in un rogito di compravendita di terreni da parte di Alberto Prete a Giovanni di Viarolo. I discendenti di Ingo, feudatari della zona,nel 1045 donarono il castrum con la sua cappella romanica alla badessa Imila del monastero di San Paolo di Parma. L'anno seguente il vescovo Cadalo cedette alcune terre in castro clariolae alle monache. Nei decenni seguenti le religiose trasformarono la struttura in una corte agricola indipendente,[4][5] protetta da mura e dotata di abitazioni, stalle, caseificio e mulino alimentato dalle acque del canale Naviglio; le boscose e paludose terre circostanti furono bonificate e coltivate. Nel 1187 il papa Gregorio VIII emanò una bolla confermando alla badessa di San Paolo i diritti sull'Ecclesiam Sancti Nicomedi de Glarola, oltre a numerose altre del Parmense. A difesa dell'edificio e del guado il vescovo di Parma fece inoltre erigere una torre difensiva, che si aggiunse ai vicini castelli di Collecchio, Segalara, Madregolo e Carona. Nel 1308 i Rossi e i Lupi, dopo la loro cacciata da Parma, presero possesso della struttura fortificata di Giarola, che pochi mesi dopo fu contrattaccata dalle truppe di Giberto III da Correggio e distrutta al termine di un aspro combattimento; sopravvissero solo la corte agricola e la cappella. Nel 1440 ogni residua struttura fortificata fu completamente demolita o trasformata in abitazioni. Nel 1451 la corte ospitò durante il suo viaggio il duca di Milano Francesco Sforza,mentre nel 1495 vi si accamparono, in vista della battaglia di Fornovo, le truppe di Ludovico il Moro. Secondo il Catasto farnesiano del 1562, la corte, dipendente dalla magistratura di Parma e abitata da 110 persone, gestiva un territorio di 1140 biolche parmigiane, corrispondenti a circa 342 ettari, appartenenti in gran parte al monastero di San Paolo; le coltivazioni si estendevano in particolare nella pianura occidentale, in quanto all'epoca il fiume Taro scorreva molto più a ovest. Nel 1760 la chiesa romanica fu modificata in stile neoclassico. Dopo la conquista napoleonica del ducato di Parma e Piacenza, la corte rimase per alcuni anni soggetta direttamente al Comune (o mairie) di Parma, ma nel 1806 fu aggregata a quello di Collecchio. In seguito alla soppressione degli ordini religiosi che colpì anche le benedettine del monastero di San Paolo, nel 1811 la tenuta fu confiscata dal governo francese e affittata a imprenditori agricoli, primi tra tutti i conti Camillo e Alessandro Zileri. Gli abitanti della struttura raggiunsero la quota di 312 nel 1855, per calare un po' alla volta nei decenni seguenti. Le terre furono lottizzate e alienate a privati, mentre la corte fu acquistata alla fine del XIX secolo dalla famiglia Montagna, che dedicò parte dei terreni circostanti alla coltivazione di pomodori e costruì in adiacenza una fabbrica di conserva e un moderno caseificio con annesso allevamento di suini, affittati a conduttori esterni. Durante la seconda guerra mondiale, il 17 aprile 1945 la corte fu colpita dai bombardamenti alleati, che causarono la morte di nove persone[14] e il parziale crollo della chiesa di San Nicomede, di cui rimasero in piedi soltanto alcune porzioni delle murature esterne; il luogo di culto fu ricostruito nel 1950 nelle originarie forme romaniche. La fabbrica conserviera fu alienata nel 1957 all'imprenditore Ercole Azzali; pochi anni dopo fu però chiusa, mentre il caseificio sopravvisse ancora per qualche tempo. Dopo la cessazione dell'attività, il degrado aumentò, finché nel 1998 la corte e le strutture annesse furono acquistate dall'Ente Parco Fluviale Regionale del Taro, poi Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, che ne avviò i lavori di ristrutturazione, adibendo parte dell'edificio a propria sede; nell'ala est furono inoltre ricavati un percorso espositivo e una sala auditorium. Nel 2005 fu recuperata la casa colonica esterna, destinata a Laboratorio storico. Nel 2006, su finanziamento della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Collecchio e della Fondazione Cariparma, l'ala sud, originariamente adibita a legnaia e deposito, fu trasformata in sala teatrale; il Teatro alla Corte fu inaugurato nel settembre del 2007; nello stesso anno furono avviati i lavori di sistemazione dell'ala ovest, ove all'interno delle antiche stalle trovò spazio nel 2010 il Museo del pomodoro. Nel 2013 il cantiere dell'ala ovest fu completato recuperando anche l'antico pastificio e il mulino; l'anno seguente gli ambienti divennero la sede del Museo della pasta. Nel 2014 fu inoltre ricostruito il tetto della chiesa di San Nicomede,sede parrocchiale a servizio della frazione di Pontescodogna. Nel 2019 fu ristrutturato l'antico caseificio posto nell'ala nord ovest, al cui interno nel novembre dello stesso anno fu inaugurato l'Agrilab Giarola, un laboratorio di cucina per promuovere la biodiversità agroalimentare, i prodotti del territorio e la loro stagionalità. FONTE ed altre b notizie: https://it.wikipedia.org/wiki/Corte_di_Giarola
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Originally built between the 10th and 11th centuries, the castle was rebuilt in 1153 and expanded several times in the following centuries. With the exception of a few brief periods in the 12th and 14th centuries, the Pallavicino marquises maintained it almost uninterruptedly until their extinction in 1756. Assigned to the Sermattei family, the manor was purchased a few years later by the Landi cousins. Sold in 1882 to the Corazza family, the manor was renovated and transformed into an elegant stately home, rich in frescoes and stucco decorations. Since the early 21st century, the building, along with the surrounding village, has been used as a scattered hotel, with an adjoining farm. SOURCE: https://it.wikipedia.org/wiki/Tabiano_Castello
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Stunning landscapes
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The Parco Fluviale Regionale del Taro offers a wide selection of traffic-free gravel bike trails, with over 60 routes available. These range from easy excursions to more challenging rides, ensuring there's something for every skill level.
Yes, the park features several easy and moderate routes perfect for families or beginners. While specific 'easy' routes are limited, there are 19 moderate trails that offer a good balance of accessibility and scenic beauty, often following the riverbanks on gravel and dirt paths. These routes allow you to enjoy the natural environment without significant technical challenges.
The trails in Parco Fluviale Regionale del Taro traverse a diverse riverine landscape. You'll encounter extensive gravel banks, sand islets, humid zones, wooded areas, shrublands, and cultivated fields. The dynamic nature of the Taro River ensures a unique and evolving scenery throughout the seasons, making for a varied and engaging ride.
Many of the gravel routes in the park are designed as loops, allowing you to start and end at the same point. For example, the Footbridge over the Naviglio Taro – Corte di Giarola loop from Fornovo is a moderate option that takes you through varied terrain and past interesting sights.
Along the gravel trails, you can discover several points of interest. The Corte di Giarola, which serves as a visitor center and houses the Museum of Pasta and the Museum of Tomato, is a notable stop. You might also cross the scenic Cycle Path on the Fornovo Taro Bridge or the Footbridge over the Naviglio Taro, offering great views of the river.
The park is enjoyable year-round, but spring and autumn offer the most pleasant conditions for gravel biking. During these seasons, the temperatures are mild, and the natural scenery is particularly vibrant, with blooming flora in spring and rich colors in autumn. Summer can be warm, so early morning or late afternoon rides are recommended, while winter rides are possible but require appropriate gear for cooler temperatures and potentially muddy sections.
Absolutely! Parco Fluviale Regionale del Taro is a Special Protection Area (SPA) and part of the Natura 2000 network, making it a haven for wildlife. It's a crucial stopover for migratory birds, so birdwatching is excellent. You might spot species like the little egret or common tern. Beyond birds, the park is home to mammals such as roe deer, foxes, and badgers, especially in the quieter, less trafficked areas.
Yes, for experienced gravel bikers seeking a challenge, the park offers 39 difficult routes. These often feature longer distances and more significant elevation changes. An example is the Villa Casino dei Boschi – Road in the Boschi di Carrega loop from Felegara, which covers over 53 km with substantial climbing, providing a rewarding experience.
While specific parking locations for every trailhead are not listed, the park is well-equipped for visitors. Major access points and visitor centers like the Corte di Giarola typically offer parking facilities. It's advisable to check local signage or park maps upon arrival for designated parking areas near your chosen starting point.
The area is highly rated by the komoot community, with an average score of 4.2 stars. Reviewers often praise the tranquility of the traffic-free routes, the diverse natural beauty of the riverine landscape, and the opportunity to spot wildlife. The well-maintained gravel paths and the blend of natural and cultural attractions, like the museums at Corte di Giarola, are frequently highlighted as key enjoyable aspects.
The Parco Fluviale Regionale del Taro is situated near several towns in the province of Parma, which are generally served by local public transport. While direct access to every trailhead via public transport might be limited, you can often reach nearby towns like Fornovo or Collecchio by bus or train, and then cycle a short distance to the park's entry points. It's recommended to check local bus and train schedules for the most up-to-date information.
Yes, for visitors who don't bring their own bikes, bicycle rental services are available within the park. The Corte di Giarola, which is a key visitor center, is known to offer bike rental services, making it convenient to explore the gravel trails.


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