Col de la Bonette - Mercantour National Park
Col de la Bonette - Mercantour National Park
4.9
(54)
3,822
riders
04:05
67.6km
1,710m
Road cycling
Hard road ride. Very good fitness required. Mostly well-paved surfaces and easy to ride. The starting point of the route is accessible with public transport.
Last updated: July 24, 2024
Tips
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Parc national du Mercantour (cœur)
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Waypoints
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Bus stop
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33.9 km
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57.0 km
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65.3 km
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67.6 km
End point
Bus stop
Way Types & Surfaces
Way Types
24.6 km
24.0 km
18.8 km
151 m
< 100 m
Surfaces
66.6 km
851 m
237 m
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Elevation
Highest point (2,770 m)
Lowest point (1,120 m)
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This route was planned by komoot.
Altro giorno, altro colle e di quelli con la C non solo maiuscola, ma anche in grassetto, oserei dire. Nel mio piano originario avrei dovuto percorrere la Bonette con le borse per poi scendere e soggiornare in qualche campeggio nei pressi di Isola. Non avendo trovato camping soddisfacenti, ho pensato ad una variazione in corso d'opera, sentito anche il parere di amici e di internet. Quindi non più Bonette con le borse, ma scarico, e altro colle da scegliere tra Cayolle e Allos; alla fine la scelta è ricaduta sulla Cayolle. Inoltre, siccome il camping non era niente male, avevo pensato di stare lì alla fine due notti, invece di una. Considerando poi il giorno di riposo che non mi ero potuto concedere a Briançon, le notti a Les Thuiles sono diventate tre alla fine. Ero solo indeciso se prendere il giorno di riposo subito o fare prima la Bonette. Visto che la sensazione della gamba se non buona almeno decente tutto sommato c'era e il tempo ancora fresco, ho deciso di togliermi il pensiero della Bonette. Partito alla volta di Jausiers faccio la strada parallela, ma sull'altro lato della valle, assai molto meno frequentata della Statale. Arrivo prima a Barcelonnette e poi a Jausiers, dove imbocco la strada per la Bonette. La salita da Jausiers ha una lunghezza di 23 km, con pendenza media di 6.8 %. Il punto più alto è a 2802 m. La salita è piuttosto regolare come pendenza, E' abbastanza arzigogolata e, a differenza delle altre salite fatte finora, diventa spoglia abbastanza presto. Rispetto ad altre salite fatte finora poi noto come sia più frequentata di ciclisti. E anche come in genere qui amino salutare di meno che altrove. Le aristocrazie esistono dappertutto, anche nel ciclismo, ahimé. Il mio passo non è malaccio, nonostante la gamba non sia brillantissima; sicuramente comuqnue non è quella del Galibier e dell'Izoard di qualche giorno prima. E' qui che decido di rimanere un giorno in più al campeggio a lavare bene i panni, a visitare Barcelonnette e soprattutto a passare il giorno in piscina a fare niente - mi pentirò poi di non avere nemmeno provato a fare se non l'Allos, abbastanza impegnativo, almeno il Pra Loup, salita breve e non impossibile. Mentre salgo il tempo cambia e nuvole vagamente minacciose cominciano a comparire. Raggiungo e supero alcuni ciclisti un po' in crisi - "finalmente ne supero un po' anch'io, mi dico". Noto che vado meglio e verso gli ultimi km comincio a dare più gas. In realtà probabilemente sono le pendenze che si fanno più clementi. Comincio a notare il fatidico e leggendario anello della Bonette. Penso fra me e me che è una vera idiozia e che solo un cretino sciovinista poteva pensare a un qualcosa del genere. Arrivo al col de Restefond e proseguo per la Bonette dopo un km. Questo chilometro oltretutto è il più duro, perché ha una media del 10%, ma il Garmin mi dà anche punte al 16%. Maledico una volta di più questo "col de merde". Arrivo su, diversi applausi, parecchia gente, ciclisti, ma ovviamente anche motociclisti, ed effettivamente si capisce il perché di tanta folla: ad un primo sguardo lo spettacolo è notevole: tutto l'arco alpino dei dintorni è da qui visibile, una specie di terrazza sulle Alpi Francesi. Da rimanere a bocca aperta. Tra il pubblico entusiasta poi riconosco Matthias, il ciclista tedesco, e la coppia svizzera del giorno prima: un'altra prova che il mondo del ciclismo è davvero piccolo. Li saluto contento di averli rivisti e mi metto a chiacchierare con loro dopo avere fatto alcune foto. Sono tutti con bagagli e loro ironicamente mi chiedono dove sono i miei e se li ho persi per strada. Do poi un'occhiata alla stele celebrativa. Questa strada è stata voluta da Napoleone III. Il senso della volontà di tutto ciò non si coglie subito, ma riflettendoci un po' se ne possono vedere almeno due di ragioni, uno di ordine politico - togliere innanzitutto il primato di strada più alta d'Europa ad altre strade, una su tutte lo Stelvio, creata dall'altro Impero, quello austro-ungarico, contro il quale Napoleone III stava da anni conducendo una lotta per il primato europeo, condotta anche tramite quello che oggi chiameremmo soft power. L'altro motivo effettivamente è di ordine estetico, perché questa terrazza è davvero spettacolare e, anche se non ha nessun senso dal punto di vista stradale - tanto meno se si decide di percorrerla in bici - non si può non rimanere senza parole una volta arrivati al culmine. Nel frattempo il tempo sembra essere davvero minaccioso e decido di scendere. Matthias è già sparito. Mi fermo a bere qualcosa al primo rifugio e poi riprendo la discesa, prima di essere sorpreso dalla pioggia. Ma ecco la sorpresa: ad un tornante becco Matthias fermo, forse dopo che ha appena scattato una foto. Lo saluto, mi fermo e gli chiedo dove sta andando, Mi dice che va a fare il Vars da Jausiers per tornare indietro fra qualche giorno verso Basilea, dove ha lasciato la macchina. Dopo Vars farà Izoard o Agnello, deve ancora decidere. Faccio la discesa con lui. Gli propongo un caffè alla fine della discesa. A Jausiers ci fermiamo. Ancora una volta mi pare non proprio decisissimo e un po' tormentato, però sembra comunque andare avanti fatta la sua scelta. Stavolta offro io: coca cola per lui, orangina per me. Ci salutiamo per la seconda volta, come con Romain il giorno prima. Magari in futuro ci sarà una terza: il mondo dei ciclisti è davvero piccolo. Torno alla base contento: anche la Bonette è conquistata, la tappa regina è in sacco e il giro di boa è fatto. L'indomani riposo e poi il lento ritorno verso casa, attraverso innanzitutto un colle che promette spettacolo: il col de la Cayolle.
The milestones typical for France with the percentages are completely missing. Garmin elevation profile is very helpful. Start as early as possible, no shade up there on the mountain. At the top there is another 2km loop up to the top of the mountain.
The Col de la Bonette is one of the highest pass roads in the Provençal Alps, with the loop around the summit, "Cime de la Bonette", being the highest paved road in the Alps. A big dream fulfilled✅😊...long climb with fantastic views and a spectacular finale🥰...every racing cyclist's heart jumps for joy and pride😊
Fantastically beautiful climb. At the end of May you go from spring in the valley to the end of winter at the top. On the way beautiful views and also a whole lot of marmots. Important: take something warm with you for the descent!
An incredible tour! Here is our video about it: https://youtu.be/OUSr6IS9jDw