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Badia Prataglia Village – View of the Casentino Valley loop from Serravalle

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Badia Prataglia Village – View of the Casentino Valley loop from Serravalle

Hard

4.6

(8)

43

hikers

Badia Prataglia Village – View of the Casentino Valley loop from Serravalle

05:19

15.5km

740m

Hiking

Hard hike. Very good fitness required. Mostly accessible paths. Sure-footedness required. The starting point of the route is accessible with public transport.

Last updated: June 17, 2026

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Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna

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A

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1

7.94 km

Badia Prataglia Village

Highlight • Settlement

2

8.27 km

Badia Prataglia Village

Highlight • Settlement

The town of Badia Prataglia developed starting from the 13th century in the surroundings of an abbey founded around the year one thousand by Cassinesi monks. The remains of the abbey, suppressed by Pope Boniface IX in 1391, have been incorporated into the parish church. Today, as in the past, the economy of Badia Prataglia is linked to the surrounding woods: the cultivation of wood and its processing are among the most active economic sectors in the area.

Translated by Google •

Tip by

3

8.36 km

Church of Santa Maria Assunta

Highlight • Religious Site

L'abbazia di Prataglia venne fondata intorno al 986 da monaci benedettini Cassinesi giunti in Toscana. Come afferma Don Parisio Ciampelli nella relazione storica, letta nella chiesa di Badia Prataglia il 20 novembre 1910: «(prima di) allora non iscorgenvasi quassù che vasti deserti e profonde solitudini, valloni muscosi, ricoperti di lussureggiante vegetazione, nei cui seni non udivasi che il ritmo flebile ed uniforme delle acque sonanti tra i massi di quarzo e di arenaria, al quale faceva eco dalle serene regioni dell'aria il grido delle aquile e degli astori, librantisi a picco sui profondi cupi abissi». L'abitato di Badia Prataglia ha un aspetto essenzialmente moderno con caratteristiche architettoniche tipiche dei centri di villeggiatura. L'antico è rappresentato dalla chiesa parrocchiale dedicata alla SS. Assunta e a S. Bartolomeo che sorge proprio al centro del paese, in posizione un po' più bassa rispetto al piano stradale attuale.
Fondata prima del Mille, l'Abbazia è nota a partire dal 1002, come si legge in un diploma di Ottone III Imperatore, precedente quindi alla fondazione di Camaldoli. In pochi anni i monaci aumentarono di numero e nel settembre 1008 fu consacrata la nuova chiesa da parte del vescovo di Arezzo Elemperto, che aveva anche fatto ingrandire il monastero, assegnandogli selve, vigne e campi lungo l'Archiano, nei pivieri di Partina e Bibbiena.
Dalla fondazione fino alla metà del XII secolo L'Abbazia a Prataglia aumenta il proprio potere ed i propri possessi, grazie soprattutto ad una serie di donazioni da parte dei vescovi aretini, ed arriva ad avere possedimenti a Partina, Marciano, Salutio, Gello. Nel 1031 il vescovo Teodaldo assoggettò la chiesa di San Clemente, fuori da Arezzo, alla Badia di Prataglia; fino al 1073 Soci era detto "casale del monastero di Prataglia". Nel 1084 un altro vescovo di Arezzo, Costantino, donò Marciano agli abati di Prataglia.
Ma l'espansione dell'abbazia si scontrò con quella di Camaldoli, nel frattempo salita a più grande potere e fama, che pian piano prese il sopravvento. Dato che nell'Abbazia di Prataglia diminuiva sempre più il numero dei monaci e il potere a favore del monastero concorrente, il 15 giugno 1157, Girolamo, vescovo d'Arezzo, la assoggettò a Rodolfo, Priore Generale camaldolese, insieme a tutti i possedimenti, e tutto ciò a causa soprattutto delle liti e delle lotte sorte fra i due potentati religiosi e temporali; la decisione fu poi approvata dal Papa.
L'unione comportava l'osservanza da parte dei Monaci di Prataglia della regola romualdina, tuttavia conservando il titolo abbaziale; i monaci prataliensi non accettarono di buon grado questa decisione superiore, e solo nel 1183 l'Abate prataliense Guglielmo acconsentì di unirsi ai camaldolesi, ma solo nel colore bianco degli abiti e nella recita degli uffizi divini.
Ancora nel 1352, essendosi rifiutato l'abate di Prataglia Pietro Nocerio di prestare giuramento al Priore Generale dell'Eremo, dovette essere richiamato all'ordine, mediante censure, dal conservatore apostolico di Santa Maria degli Angioli di Firenze, Abate Nicola di Lapo Ghini. Nel 1314 la chiesa di Prataglia venne rifatta, ma l'abbazia sopravvisse solo fino al 1391, quando papa Bonifacio IX la soppresse, incorporandone definitivamente i beni nel patrimonio camaldolese; così il Rettore della Parrocchia doveva essere eletto dal Maggiore di Camaldoli.
La chiesa attuale, unico resto dell'antica abbazia, ha una facciata molto semplice con un portale con arco a tutto sesto, sormontato da una piccola finestra e sopra la porta una terracotta moderna con la Glorificazione di Maria. L'interno è a navata unica, coperta a capriate, con abside semicircolare.
Interessante la cripta, posta sotto il coro rialzato, a tre navate e due campate, con archi a tutto sesto e volte a crociera, e con capitelli di diversa foggia, dei quali due, ornati di palmette e foglie d'acanto probabilmente frutto di spoglio, sono provenienti forse da qualche edificio preesistente di epoca romana. La cripta è stata restaurata nel 1910. Un'apertura rettangolare nella parete di fondo serviva a contenere le reliquie dei martiri. Da notare una figura umana, scolpita a bassorilievo, con le mani alzate, figura simile a quella che si ritrova sulla facciata della Pieve di Montemignaio e che rappresenta l'antico orante.
La chiesa, trasformata profondamente da una serie di restauri, aveva probabilmente due torri a lato dell'abside e, se così fosse stato, avrebbe ripetuto una tipologia di chiesa comune alla aree del Nord Europa. Le due torri furono probabilmente abbattute nel 1510, quando venne costruita l'abitazione del parroco; i due altari laterali e il fonte battesimale della chiesa sono del 1630 e probabilmente i restauri del 1929 che, secondo i canoni dell'epoca, cercavano di riportare all'aspetto originale le chiese romaniche, hanno distrutto delle decorazioni barocche e rinascimentali stratificatesi nel corso del tempo. Durante i restauri, nel 1930, venne costruito anche il campanile. Un ulteriore restauro venne compiuto tra il 1969 e il 1974 da parte della Sovrintendenza di Arezzo, durante il quale furono tolte le finte bozze di pietra ad intonaco poste all'interno nel 1929, riscoprendo così l'antica muratura in pietra.
Ripreso da Wikipedia

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4

11.9 km

View of the Casentino Valley

Highlight • Viewpoint

Panoramic point that embraces the entire southern part of the Casentinesi Forest Park dominated by the peaks of Poggio Baralla and Poggio Aguzzo. The view opens up to the Bibbiena valley framed by the Pratomagno hills behind it.

Translated by Google •

Tip by

5

12.7 km

Tramignone Village Ruins

Highlight • Historical Site

Town inhabited until the 1960s but which seems to have been founded by a hermit from Norcia in 1200. It is no coincidence that the predominant surname has always been Norcini, both for the origin and for the processing of the pigs. In 1700 there were 13 families with about 100 inhabitants.

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Tip by

B

15.5 km

End point

Bus stop

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Way Types & Surfaces

Way Types

6.22 km

4.83 km

2.25 km

1.03 km

1.02 km

107 m

Surfaces

8.82 km

4.33 km

1.11 km

625 m

568 m

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Comments

July 31, 2024,Badia Prataglia, Tramignone, croce di Tramignone, Badia prataglia.
07/31/24 In the afternoon we go up to Tramignone (here there is an abandoned inhabited nucleus with houses now in ruins, apart from one recently renovated) and to the Tramignone cross. The path is very beautiful, but even here in some places it becomes complicated because nature is covering the track of the same. But the beauty of the forest …

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