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Mountain biking around Fornovo Di Taro offers a diverse landscape where the Po Valley meets the Apennine foothills, providing varied terrain for riders. The region features a mix of river plains, challenging ascents into the pre-Apennine hills, and areas like the Taro River Park. Trails often include narrow singletrack and rocky sections, presenting technical challenges. This dynamic environment ensures a range of experiences, from scenic riverside routes to more demanding mountain climbs.
Last updated: July 1, 2026
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Moderate mountain bike ride. Good fitness required. Advanced riding skills necessary.
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Moderate mountain bike ride. Good fitness required. Advanced riding skills necessary.

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Moderate mountain bike ride. Good fitness required. Suitable for all skill levels.
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Hard mountain bike ride. Very good fitness required. Suitable for all skill levels.
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Moderate mountain bike ride. Good fitness required. Suitable for all skill levels.
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Ancient monastery erected near the Taro River
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A quiet road from which you can admire beautiful landscapes
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Roccalanzona Castle - view of Mount Cusna and Mount Prinzera
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La corte di Giarola è una corte rurale medievale dotata di chiesa interna, situata nell'omonima località presso Pontescodogna, frazione di Collecchio, in provincia di Parma; costituisce la sede dell'Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, del museo del pomodoro, del museo della pasta, del Teatro alla Corte, del centro visite "Sotto il segno dell'acqua", di due sale convegni e di un ristorante.[1][2] È il punto di partenza per semplici camminate nel Parco del Taro. STORIA: La corte fu costruita originariamente tra l'VIII e il IX secolo per volere della casata di Ingo, nobile franco; l'edificio nacque quale presidio fortificato a controllo del vicino guado di un ramo della via Francigena attraverso il fiume Taro; a causa della sua prossimità al corso d'acqua, la località era conosciuta col nome di Glarola, forse di origine latina, in riferimento alla grande quantità di ghiaia depositata sulle sponde. La più antica testimonianza della sua esistenza risale al 1034, quando Glariola fu citata in un rogito di compravendita di terreni da parte di Alberto Prete a Giovanni di Viarolo. I discendenti di Ingo, feudatari della zona,nel 1045 donarono il castrum con la sua cappella romanica alla badessa Imila del monastero di San Paolo di Parma. L'anno seguente il vescovo Cadalo cedette alcune terre in castro clariolae alle monache. Nei decenni seguenti le religiose trasformarono la struttura in una corte agricola indipendente,[4][5] protetta da mura e dotata di abitazioni, stalle, caseificio e mulino alimentato dalle acque del canale Naviglio; le boscose e paludose terre circostanti furono bonificate e coltivate. Nel 1187 il papa Gregorio VIII emanò una bolla confermando alla badessa di San Paolo i diritti sull'Ecclesiam Sancti Nicomedi de Glarola, oltre a numerose altre del Parmense. A difesa dell'edificio e del guado il vescovo di Parma fece inoltre erigere una torre difensiva, che si aggiunse ai vicini castelli di Collecchio, Segalara, Madregolo e Carona. Nel 1308 i Rossi e i Lupi, dopo la loro cacciata da Parma, presero possesso della struttura fortificata di Giarola, che pochi mesi dopo fu contrattaccata dalle truppe di Giberto III da Correggio e distrutta al termine di un aspro combattimento; sopravvissero solo la corte agricola e la cappella. Nel 1440 ogni residua struttura fortificata fu completamente demolita o trasformata in abitazioni. Nel 1451 la corte ospitò durante il suo viaggio il duca di Milano Francesco Sforza,mentre nel 1495 vi si accamparono, in vista della battaglia di Fornovo, le truppe di Ludovico il Moro. Secondo il Catasto farnesiano del 1562, la corte, dipendente dalla magistratura di Parma e abitata da 110 persone, gestiva un territorio di 1140 biolche parmigiane, corrispondenti a circa 342 ettari, appartenenti in gran parte al monastero di San Paolo; le coltivazioni si estendevano in particolare nella pianura occidentale, in quanto all'epoca il fiume Taro scorreva molto più a ovest. Nel 1760 la chiesa romanica fu modificata in stile neoclassico. Dopo la conquista napoleonica del ducato di Parma e Piacenza, la corte rimase per alcuni anni soggetta direttamente al Comune (o mairie) di Parma, ma nel 1806 fu aggregata a quello di Collecchio. In seguito alla soppressione degli ordini religiosi che colpì anche le benedettine del monastero di San Paolo, nel 1811 la tenuta fu confiscata dal governo francese e affittata a imprenditori agricoli, primi tra tutti i conti Camillo e Alessandro Zileri. Gli abitanti della struttura raggiunsero la quota di 312 nel 1855, per calare un po' alla volta nei decenni seguenti. Le terre furono lottizzate e alienate a privati, mentre la corte fu acquistata alla fine del XIX secolo dalla famiglia Montagna, che dedicò parte dei terreni circostanti alla coltivazione di pomodori e costruì in adiacenza una fabbrica di conserva e un moderno caseificio con annesso allevamento di suini, affittati a conduttori esterni. Durante la seconda guerra mondiale, il 17 aprile 1945 la corte fu colpita dai bombardamenti alleati, che causarono la morte di nove persone[14] e il parziale crollo della chiesa di San Nicomede, di cui rimasero in piedi soltanto alcune porzioni delle murature esterne; il luogo di culto fu ricostruito nel 1950 nelle originarie forme romaniche. La fabbrica conserviera fu alienata nel 1957 all'imprenditore Ercole Azzali; pochi anni dopo fu però chiusa, mentre il caseificio sopravvisse ancora per qualche tempo. Dopo la cessazione dell'attività, il degrado aumentò, finché nel 1998 la corte e le strutture annesse furono acquistate dall'Ente Parco Fluviale Regionale del Taro, poi Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, che ne avviò i lavori di ristrutturazione, adibendo parte dell'edificio a propria sede; nell'ala est furono inoltre ricavati un percorso espositivo e una sala auditorium. Nel 2005 fu recuperata la casa colonica esterna, destinata a Laboratorio storico. Nel 2006, su finanziamento della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Collecchio e della Fondazione Cariparma, l'ala sud, originariamente adibita a legnaia e deposito, fu trasformata in sala teatrale; il Teatro alla Corte fu inaugurato nel settembre del 2007; nello stesso anno furono avviati i lavori di sistemazione dell'ala ovest, ove all'interno delle antiche stalle trovò spazio nel 2010 il Museo del pomodoro. Nel 2013 il cantiere dell'ala ovest fu completato recuperando anche l'antico pastificio e il mulino; l'anno seguente gli ambienti divennero la sede del Museo della pasta. Nel 2014 fu inoltre ricostruito il tetto della chiesa di San Nicomede,sede parrocchiale a servizio della frazione di Pontescodogna. Nel 2019 fu ristrutturato l'antico caseificio posto nell'ala nord ovest, al cui interno nel novembre dello stesso anno fu inaugurato l'Agrilab Giarola, un laboratorio di cucina per promuovere la biodiversità agroalimentare, i prodotti del territorio e la loro stagionalità. FONTE ed altre b notizie: https://it.wikipedia.org/wiki/Corte_di_Giarola
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The ford has been restored and is easily passable.
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A small, very convenient bridge connecting Oriano to the valley floor.
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A pretty church with a small adjacent cemetery. There's a drinking fountain.
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It's impossible to reach, but it's always a pleasure to admire. It's clearly visible from various points in our Apennines.
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There are over 40 mountain bike trails available around Fornovo di Taro, offering a diverse range of experiences for riders.
The terrain around Fornovo di Taro is quite varied, ranging from river plains in the Taro River Park to challenging ascents in the Apennine foothills. You can expect a mix of narrow singletrack, rocky sections, and trails that can be wet even after dry periods, adding to the technical challenge.
Fornovo di Taro offers a good mix of difficulty levels. You'll find 8 easy trails, 23 moderate trails, and 9 difficult trails, ensuring options for various skill levels from beginners to experienced riders.
Yes, many routes in the area are circular. For example, the Loop of Fornovo Taro is a popular circular trail offering a varied ride through the local landscape.
Yes, there are family-friendly options, particularly in the Taro River Park, which offers tranquil settings suitable for easier cycling. Look for the 8 easy-rated trails available in the region for less challenging rides.
Mountain bike trails often pass through the scenic Taro River Park, offering river views and opportunities for birdwatching. You might also encounter historical sites like the Corte di Giarola, or ride near medieval castles such as Roccalanzona Castle, which is part of the Roccalanzona Castle – Pietra Corva loop from Fornovo. The unique ophiolitic outcrop of Monte Prinzera Oriented Nature Reserve is also a notable natural attraction nearby.
Absolutely. Many routes offer stunning landscapes, especially those venturing into the Apennine foothills. For example, the Pietra Corva is a highlight known for its views, and routes like 'Strada Ghiaiata Panoramica Fornovo di Taro – Neviano de' Rossi' are specifically designed for panoramic vistas.
The area is highly rated by the komoot community, with an average score of 4.4 stars. Reviewers often praise the diverse terrain, from river plains to challenging climbs, and the blend of natural beauty with historical points of interest like the Via Francigena.
While specific dedicated mountain bike parking locations are not detailed, Fornovo di Taro is a well-established area for outdoor activities. Parking is generally available in and around the town, and at trailheads, though it's always advisable to check local signage.
Fornovo di Taro is accessible by public transport, particularly by train, as it was an important stop on the historic Via Francigena. This makes it possible to reach the town and then access nearby trailheads, though direct public transport to every trailhead might be limited.
Generally, no specific permits are required for mountain biking on public trails in Fornovo di Taro or the Emilia-Romagna region. However, always respect private property, follow local regulations, and stay on marked trails, especially within protected areas like the Taro River Park or Monte Prinzera Oriented Nature Reserve.
The region offers good conditions for mountain biking for much of the year. Spring and autumn typically provide pleasant temperatures and vibrant scenery. Summer can be warm, especially in the plains, while winter might see some trails affected by wet conditions or occasional snow in higher elevations.
Yes, Fornovo di Taro offers 9 difficult-rated trails for experienced riders. Routes that venture deeper into the Apennine foothills, such as the Case Folli – Centrale Pomp No. 3 loop from Fornovo, feature significant elevation gains and technical sections, providing a demanding ride.


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